Mentre sto scrivendo, stiamo attraversando un periodo senza precedenti e piuttosto “impegnativo” a causa  di questa Pandemia di Covid-19 che sta colpendo tutto il mondo.

Siamo tutti sottoposti a stress, a dolore per la perdita di un caro o qualcuno che conosciamo, a preoccupazione e..certo, chiaramente a paura. Tutti questi sentimenti ci travolgono e si sommano al fatto che sono cambiati i nostri modi e ritmi di vita e di lavoro. Molti di noi  hanno  i bambini in casa perché non possono andare a scuola e tutti noi non possiamo incontrare amici e colleghi e spesso anche familiari di persona.

E’ TANTA ROBA da dover affrontare tutta insieme e facilmente si ha come la sensazione di non essere in grado di gestire questo momento nel migliore dei modi.

Tutto è drasticamente e repentinamente cambiato e, tuttavia, ci si aspetta che ognuno di noi si adegui a questa nuova condizione magicamente in qualche modo e che sia quindi comunque in grado di portare avanti tutto nello stesso modo in cui lo portava avanti prima. E il casino è che  se non ci riusciamo, è facile che ci arrabbiamo con noi stessi e ci auto rimproveriamo.

Per questo motivo sono andata vagando tra articoli e siti alla ricerca di  dritte su come affrontare al meglio un momento come questo..che, diciamocelo, è unico nella storia di ognuno di noi, e speriamo che tale rimanga.

Ho scoperto cosi che pare che quello che serve ora più che mai è imparare ad essere meno intransigenti con sé stessi e più auto compassionevoli.

Non è sicuramente facile, temo , ma pare che l’autocompassione sia una delle pratiche più importanti su cui impegnarsi quando si sta attraversando un momento difficile.

Innanzitutto, di cosa si tratta?

L’auto-compassione è  quella pratica che ti porta a  riconoscere che sei un essere umano, che sei imperfetto, che stai combattendo senza tregua  contro qualcosa e che vuoi aiutare te stesso a rendere questa lotta meno pesante.

È la pratica che ti aiuta a trattare te stesso come tratteresti il tuo migliore amico.

Sia chiaro: non è lasciarsi andare…o arrendersi….o rimanere inattivi….

L’obiettivo di questa pratica è quello di  ridurre il livello della propria lotta e sofferenza interiore in modo da avere più energia emotiva e mentale per andare avanti.

Una ricerca dimostra, inoltre, che diventando più auto compassionevoli di aumenta effettivamente la propria motivazione a lavorare di più e a migliorare. Questo perché non rimproverando se stessi non si sta sprecando la propria energia emotiva e questa energia non sprecata rimane disponibile da poter usare per capire  quale sia il miglior  passo successivo da intraprendere.

In pratica auto-compassione non è una fine, ma è l’inizio.

Nel senso che non si tratta di arrendersi e alzare le mani, ma piuttosto, di riconoscere la propria condizione di “essere umano” riuscendo così ad auto aiutarsi a smettere di combattere in modo cosi assiduo e sfiancante in maniera da poter superare questa sfida con maggiore resilienza e portare avanti la parte migliore di se.

Uno dei modi più semplici per praticare l’autocompassione è il dialogo interiore. Imparare quindi a parlare a sé stessi in maniera più gentile.

E come è possibile farlo questo? Ho trovato la descrizione di 3 passaggi da seguire per arrivare a riuscirci:

Primo: notare con consapevolezza quando si è duri con sé stessi, facendo attenzione al tono e alle parole che si usano parlando al tuo io. Com’è questo tono? Che parole o frasi usiamo quando parliamo con noi stessi?

Secondo: fare un respiro profondo e fare una pausa per un secondo in cui connettersi con il proprio io, sentendo la profondità della propria capacità di essere consapevole dei propri pensieri ed emozioni, senza reagire immediatamente.

Terzo: immaginare di parlare con qualcuno che si ama e ci interessa davvero, visualizzandolo con attenzione e “sentendolo” nel cuore, e riformulando quello che si è detto a se stessi immaginando però di parlare con questa persona. Pare che immediatamente ci sarà chiaro di quando di solito si tende ad essere estremamente più gentili parlando con le persone che amiamo che parlando con noi stessi.

Facendo questi “esercizi” si impara a trattare se stesso con la stessa compassione e gentilezza che si mostra agli altri e proprio ora che stiamo tutti affrontando questa dura sfida..da soli il più delle volte, solo il cielo sa quando abbiamo bisogno di toni e parole gentili.

Io penso che ci proverò…Certo mi verrà anche un po’ da ridere all’inizio, ma, se quello che ho letto è vero, vale la pena anche sentirsi un po’ stupidi se il risultato poi è quello di star meglio con sé stessi e riuscire a passare questo momento con positività e forza.

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